Black Friday. Cyber Monday, Teoria e Pratica del marketing pubblicitario nell'era dei social media
per caso sono incappato in una nota pubblicità del cybermonday in tv...
Mi domandavo come pensavano di vendere con spot del genere.
Senza informare, coinvolgere, ma solo ostentare... Con un messaggio che nulla aveva a che vedere col marketing.
Lavorando per anni a fianco di aziende locali e pmi mi sono reso conto di alcuni fattori che in fondo erano le regole di base che insegnavano ai corsi uni e parauni (il cui titolo ovviamente non mi era concesso di intraprendere).
Al di là di cio', con l'esperienza acquisita mi domandavo:
cosa vendevano?
perché avrei dovuto comprare da loro?
Che offerta offrivano?
Tutte domande la cui unica risposta era "vai sul sito e arrangiati".
Ricordo le notti a impostare campagne mail e web affinché convertissero, mostrando i migliori prodotti al prezzo migliore e affinché quel benedetto click counts portasse a conversione.
Mi rendo conto che erano sforzi che non ripagavano in termini monetari (non venivi pagato per farlo ma al massimo a % sul venduto su quanto riuscivi a portare in cassa) e per questo ti impegnavi di piu' e molto.
Si la foto ha l'1% di carica. Perchè quando lavori non avevi tempo materiale di tenerlo in carica. Il telefono lo consumavi, così come il tuo tempo, i tuoi sogni e il tuo pc. E i risultati almeno lì arrivavano
E poi vedi certi spot dove basta dire "sono io quindi devi acquistare da me".
Il mondo è cambiato, la gente giovane ha imparato i trucchi e quasi conosce quelli nuovi.
Bisogna aggiornarsi. So' già che il cybermonday o qualunque altra campagna andrebbe impostata con messaggi basati su vari livelli di testing e a/b system.
Che non è solo il pezzo di carta, se non si usa la teoria alla base, a produrre risultati, ma cio' che realmente la sperimentazione (in ogni campo) comporta.
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